Trasparenza bancaria: il diritto di ottenere gli estratti conto senza “ostacoli” economici

Quando un cittadino richiede alla propria banca la documentazione relativa al proprio rapporto di conto corrente o a un finanziamento, si scontra spesso con prassi burocratiche complesse o richieste di pagamenti anticipati che possono scoraggiare l’esercizio di un proprio diritto. Una recentissima sentenza del Tribunale di Pisa ottenuta per un nostro cliente ha fatto importante chiarezza su questo tema, tutelando il diritto dei consumatori ad accedere alla documentazione bancaria in tempi brevi e senza condizioni arbitrarie.
Il caso: quando la banca ritarda la consegna
La vicenda nasce dalla necessità del nostro assistito di ottenere copia della documentazione inerente a un rapporto contrattuale, tra cui gli estratti conto degli ultimi dieci anni. Nonostante la richiesta, la banca non aveva provveduto tempestivamente alla consegna, costringendo il nostro rappresentato a rivolgersi al Tribunale per ottenere un decreto ingiuntivo.
Solo a seguito dell’intervento del Giudice e della notifica di un atto di precetto, l’istituto di credito ha provveduto a consegnare i documenti richiesti.
I principi stabiliti dal Tribunale di Pisa
Il provvedimento è di particolare interesse perché affronta due nodi centrali nel rapporto banca-cliente:
- a) Il divieto di “pagamento anticipato”: il Tribunale ha confermato, come da noi sostenuto, che, sebbene la banca possa addebitare i costi di produzione della documentazione (come previsto dall’art. 119 del Testo Unico Bancario), non può subordinare la consegna dei documenti al pagamento preventivo di tali somme. In altre parole, la banca non può dire “ti darò i documenti solo dopo che mi avrai pagato”; deve prima consegnarli e poi, eventualmente, richiedere il rimborso dei costi vivi.
- b) La penale per il ritardo: per garantire che il cittadino ottenga quanto richiesto in tempi rapidi, il Giudice ha confermato la legittimità di una “penale” (tecnicamente chiamata misura coercitiva ex art. 614 bis c.p.c.) per ogni giorno di ritardo nella consegna. Nel caso di specie, la banca è stata condannata a pagare una somma a favore del nostro cliente poiché la consegna è avvenuta solo otto giorni dopo la notifica del provvedimento giudiziale.
- c) Il rimborso delle spese legali: Poiché il nostro assistito è stato costretto a ricorrere alle vie legali per ottenere documenti che avrebbe dovuto ricevere spontaneamente, il Tribunale ha posto a carico della banca le spese legali.
Cosa possono fare i consumatori?
Questa sentenza conferma che il diritto alla trasparenza è un pilastro nei rapporti con gli istituti di credito. Se avete necessità di ricostruire l’andamento del vostro conto corrente o di un mutuo, ecco alcuni consigli pratici:
- a) Inviate una richiesta formale: è sempre necessario inviare una raccomandata A/R o una PEC citando l’art. 119 del Testo Unico Bancario.
- b) Non scoraggiatevi davanti ai rifiuti: se la banca richiede pagamenti anticipati non dovuti o semplicemente ignora la richiesta oltre i 90 giorni previsti dalla legge, è possibile agire per vie legali.
- c) Conservate la documentazione: sebbene la legge obblighi la banca a conservare i documenti per 10 anni, è sempre buona norma archiviare con cura i propri contratti e gli estratti conto periodici.
In situazioni di incertezza, rivolgersi a un professionista esperto in diritto bancario permette di valutare se la condotta della banca sia corretta e di agire tempestivamente per tutelare i propri interessi.
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