Fideiussione e sovraindebitamento: la Liquidazione Controllata come scudo legale contro i pignoramenti

Molti cittadini si trovano in situazioni di grave crisi finanziaria a causa di debiti che, spesso, non derivano direttamente da loro scelte sconsiderate, ma da garanzie (fideiussioni) prestate in favore di familiari o di attività d’impresa. Quando l’impresa fallisce o entra in crisi, la banca o la società di recupero crediti si rivale sul patrimonio del garante, portando talvolta a misure esecutive drammatiche come il pignoramento dello stipendio.
È proprio in questi contesti che interviene il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII), offrendo un percorso legale per i debitori onesti: la Liquidazione Controllata.
La rilevanza del provvedimento ottenuto dal nostro studio dal Tribunale di Brescia
Il Tribunale Ordinario di Brescia, IV Sezione Civile, con sentenza del 10 dicembre 2025, in accoglimento del ricorso che avevamo promosso per conto di due nostri clienti, ha dichiarato l’apertura della liquidazione controllata.
Contesto del debito e ruolo dei debitori
Il caso riguardava due ricorrenti (un fratello e una sorella) che avevano contratto un debito complessivo di oltre 110.000 euro. L’origine di tale debito risaliva a una fideiussione omnibus prestata anni prima a favore di una società di famiglia. Nonostante i debitori fossero titolari solo di una quota minoritaria (5% ciascuno) e fossero privi di qualsiasi potere gestorio o di rappresentanza, agendo per ragioni di solidarietà familiare, si sono trovati a rispondere per la crisi dell’impresa gestita dal genitore.
Questa situazione ha permesso ai ricorrenti di essere considerati, ai fini della procedura, come “consumatori” o comunque come debitori non assoggettabili a liquidazione giudiziale, qualifiche essenziali per accedere alla Liquidazione Controllata. È stato attestato che la situazione di sovraindebitamento non era dovuta a colpa grave, malafede o frode.
L’effetto immediato sulle azioni esecutive
Il punto cruciale del provvedimento e della normativa in materia, riguarda la possibilità di fermare le azioni esecutive individuali in corso. Nel caso specifico, i debitori avevano subito un pignoramento presso terzi (pignoramento dello stipendio) avviato da un cessionario del credito, con una precedente ordinanza del Giudice dell’Esecuzione che assegnava un quinto della retribuzione mensile.
Il ricorso ha evidenziato come l’apertura della Liquidazione Controllata, ai sensi dell’art. 270, comma 5, CCII, renda improcedibili le azioni esecutive individuali.
Quali diritti sono stati riconosciuti e perché è rilevante?
– Tutela del Consumatore/Garante non gestore: è stato riconosciuto che chi presta una garanzia (fideiussione) per l’impresa di famiglia, ma non detiene poteri gestori, può comunque accedere agli strumenti di composizione della crisi previsti per i consumatori.
– Par Condicio Creditorum: l’apertura della Liquidazione Controllata è fondamentale perché garantisce che tutti i creditori siano trattati in modo paritario, impedendo che un singolo creditore (come quello che aveva ottenuto l’assegnazione dello stipendio) possa soddisfarsi in via preferenziale al di fuori del concorso.
– Il “Fresh Start” economico: il provvedimento è rilevante perché protegge il reddito minimo necessario per la sussistenza. La legge mira a consentire al debitore meritevole un “nuovo inizio” (o fresh start) economico e sociale. In questo caso, i debitori versavano in una situazione estremamente precaria, con uno stipendio già esiguo in un caso. Il Tribunale ha anche autorizzato uno dei ricorrenti a mantenere la proprietà e l’uso dell’autovettura necessaria per esigenze lavorative e familiari.
La Liquidazione Controllata, una volta aperta, determina quindi un “effetto segregativo” su tutto il patrimonio del debitore, congelando di fatto le iniziative esecutive precedenti per gestire unitariamente la crisi.
Cosa possono fare i cittadini in situazioni analoghe
Se vi trovate in una condizione di sovraindebitamento (cioè nell’incapacità di far fronte regolarmente ai vostri debiti con il patrimonio e il reddito disponibile), e in particolare se:
– siete affetti da debiti derivanti da fideiussioni prestate in ambito familiare o aziendale, ma non avete responsabilità gestionali dirette nell’attività fallita;
– state subendo azioni esecutive, come pignoramenti di stipendi, pensione o conto corrente.
È fondamentale non restare inermi. Il Codice della Crisi offre strumenti legali per affrontare la crisi in modo strutturato. È essenziale rivolgersi tempestivamente a un Organismo di Composizione della Crisi (OCC), previa tutela legale, per far attestare la propria situazione e dimostrare la propria meritevolezza (ovvero che l’indebitamento non è stato causato con colpa grave, malafede o frode).
La Liquidazione Controllata consente di mettere a disposizione i propri beni e parte del proprio reddito per un periodo limitato (nel caso esaminato, tre anni), ottenendo in cambio la possibilità di cancellare i debiti residui, garantendo al contempo la protezione del minimo vitale necessario per il sostentamento proprio e della famiglia.
Affrontare il sovraindebitamento è un percorso complesso che richiede rigore e assistenza legale specializzata per garantire che tutti i requisiti formali (come la completezza della documentazione e la corretta ricostruzione del debito) siano soddisfatti per accedere con successo al “nuovo inizio” previsto dalla legge.
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