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Azioni illiquide bancarie: i tuoi diritti e come tutelarti

Azioni illiquide bancarie: i tuoi diritti e come tutelarti

Negli ultimi anni molti risparmiatori sono stati indirizzati all’acquisto di azioni illiquide da parte di alcune banche, spesso presentate come investimenti sicuri e facilmente smobilizzabili. Tuttavia, la realtà è ben diversa: queste azioni non possono essere vendute rapidamente, creando problemi per gli investitori che necessitano di liquidità o desiderano diversificare. I rischi associati includono la difficoltà di liquidità e l’incertezza nella valutazione, spesso aggravati dalla mancata fornitura di informazioni adeguate da parte degli Istituti di Credito riguardo alle reali implicazioni dell’investimento.

Quando la Banca non informa: la tutela riconosciuta ai risparmiatori

Le normative vigenti impongono alle banche intermediarie precisi obblighi informativi e di comportamento per proteggere i clienti. Questi obblighi sono ancora più stringenti quando si offrono prodotti finanziari emessi dalla banca stessa o considerati illiquidi,.

Un principio fondamentale emerso in recenti controversie, e spesso ribadito dall’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF), è che la Banca ha l’onere di dimostrare di aver adempiuto a questi doveri.

In molti casi che abbiamo seguito, l’ACF ha accolto i ricorsi per i nostri clienti, dichiarando la Banca debitrice delle somme investite. Il Collegio ACF ha motivato la decisione rilevando che la Banca non aveva in alcun modo dedotto, né provato, di aver assolto gli obblighi informativi previsti dalle normative di settore, né di aver svolto la prescritta valutazione di appropriatezza/adeguatezza dell’investimento.

Questo è un punto cruciale: le banche devono raccogliere informazioni sulla conoscenza ed esperienza finanziaria del cliente (la cosiddetta profilazione) e fornire un’informazione “su misura” che descriva la natura e la specifica rischiosità del prodotto. Affermare che le azioni illiquide abbiano un rischio “minimo” è insostenibile.

La rilevanza di tali decisioni risiede nel fatto che le azioni di banche non quotate, essendo titoli illiquidi, espongono l’investitore non solo al rischio di potenziale perdita del capitale ma determinano anche ostacoli allo smobilizzo entro un lasso di tempo ragionevole. L’omissione informativa su questa illiquidità, sul conflitto di interessi e sulla reale natura del titolo è considerata una grave violazione che impedisce al cliente di compiere una scelta consapevole.

Come possono tutelarsi i cittadini in situazioni analoghe

Se ritieni di essere stato vittima di omissioni o di informazioni fuorvianti durante l’acquisto di azioni illiquide della tua Banca, hai diverse possibilità per tutelare i tuoi interessi:

a) Ricorso all’ACF (Arbitro per le Controversie Finanziarie): dopo aver presentato un reclamo alla Banca, i risparmiatori possono ricorrere all’ACF per ottenere un rimborso o un risarcimento per le perdite subite. Questo procedimento è ben più rapido rispetto a un’azione legale ordinaria.

b) Azione legale: a seconda dell’ammontare investito, è possibile intraprendere un’azione legale avanti al Tribunale o al Giudice di Pace. È fondamentale che i risparmiatori siano consapevoli dei rischi e delle possibilità di tutela disponibili.

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Immagine di Freepik

 

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